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2002

 

021003hf


COMUNICATO STAMPA

2° Hedge Fund Conference

Cogliere i trend per innovare mercati e prodotti, offrire nuovi servizi, incrementare la liquidità, creare nuove opportunità per i propri clienti:

questi gli obiettivi che si propone Borsa Italiana organizzando la

II° Conferenza Internazionale sull'industria degli Hedge Fund

 

A un anno dalla presentazione al sistema finanziario italiano e internazionale delle nuove opportunità offerte dalla nascita in Italia di un'industria degli Hedge Fund, Borsa Italiana organizza la seconda conferenza dedicata a questo settore.

Il convegno si propone di descrivere i trend più significativi in questa industry e, attraverso le esperienze di alcuni degli operatori più rappresentativi, di approfondirne la conoscenza valutando le opportunità di sviluppo in Italia.

"La normativa sui fondi speculativi, recentemente approvata, ha dato all'Italia un vantaggio competitivo che va sfruttato - ha commentato Massimo Capuano, Amministratore Delegato di Borsa Italiana - perché consente di dare un respiro internazionale al mercato italiano attirando gli operatori, anche esteri, con nuovi prodotti e servizi sempre più efficienti.

L'obiettivo di Borsa Italiana, sempre aperta e attenta all'innovazione, è di confrontarsi, attraverso questi importanti momenti di riflessione, con le esperienze estere per creare nuove opportunità per i propri clienti e offrire nuovi prodotti e servizi all'avanguardia in campo finanziario".

"Questo appuntamento - ha sottolineato Raffaele Jerusalmi, Responsabile dei Mercati di Borsa Italiana - vuole inoltre essere un momento di informazione e formazione: è infatti nostro interesse, e riteniamo interesse del mercato nel suo complesso, accrescere la cultura finanziaria degli investitori e promuovere una migliore conoscenza del prodotto Hedge Fund, per permettere all'industria di evolversi, consapevole delle opportunità, ma anche dei potenziali rischi".

La nascita dei primi Hedge Fund domestici - regolamentati e autorizzati dalla Banca d'Italia - ha rappresentato un importante momento di evoluzione per il mercato finanziario italiano.

Gli Hedge Fund sono infatti tra i maggiori liquidity provider di molti mercati borsistici e tradizionalmente si caratterizzano per un alto grado di sofisticazione.

Lo sviluppo di un'industria domestica degli Hedge Fund consentirà a Borsa Italiana di ampliare e diversificare la propria clientela e di attrarre sempre più Hedge Fund esteri ad operare sul nostro mercato: per questi Borsa Italiana ha allo studio servizi ad alto valore aggiunto.

L'industria Hedge Fund italiana è oggi caratterizzata in prevalenza dall'offerta di fondi di fondi; il primo è stato autorizzato da Banca d'Italia nell'aprile del 2001, il primo single manager fund nel luglio 2002.

Le Sgr autorizzate da Banca d'Italia a gestire un fondo speculativo sono ad oggi 21, per un totale di 46 fondi: 41 sono fondi di fondi e 5 sono single manager hedge funds, di cui uno ha strategia Long/Short, uno Global Fixed Income, uno Global Equity e due, non ancora operativi, Multi-strategy.

La massa gestita complessivamente dalle Sgr italiane operative è di circa 2 miliardi di euro (dati al 31 agosto 2002).

 

Questi i due vantaggi più significativi offerti dalla presenza degli Hedge Fund sul mercato:

  1. Maggiore stabilità dei volumi di trading - Gli investitori in Italia, sia individuali che istituzionali, seguono di norma strategie di investimento fortemente correlate con l'andamento del mercato. Gli Hedge Fund, invece, si propongono di ottenere un rendimento assoluto relativamente a una volatilità media annua predeterminata e perseguono tale obiettivo attraverso strategie di non correlazione ai mercati; operano quindi prevalentemente in controtendenza, non condizionati dalla direzione rialzista o ribassista del mercato. In questo senso sono in grado di garantire volumi di trading più stabili, anche in presenza di un mercato in flessione.
  2. Maggiore efficienza del mercato - La presenza di operatori che utilizzano strategie e logiche non tradizionali ha riflessi positivi sul mercato, in particolare sulla liquidità e sul pricing degli strumenti quotati.

 

 

 

Milano, 3 ottobre 2002


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