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1998

 

981230 dichiarazione preda


NOTA PER LA STAMPA

Dichiarazione di Stefano Preda,

Presidente di Borsa Italiana Spa

La Borsa Italiana chiude il proprio primo anno di attività con risultati di assoluto rilievo, a vantaggio di tutto il sistema economico italiano. Non solo la performance del nostro indice (+41%) è stata la migliore del 1998 tra le principali Borse internazionali, ma anche la liquidità e l'efficienza del mercato sono progressivamente cresciute.

L'importante afflusso di società ammesse a quotazione (25 nel corso dell'anno) ha finalmente invertito il trend storico, riavviando la crescita del numero di società quotate.

La Borsa Italiana, che è oggi la terza dell'area dell'euro e il secondo mercato europeo dei derivati azionari, ha raggiunto una posizione competitiva adeguata al ruolo del sistema economico nazionale.

Miriamo certamente a crescere ancora nel 1999, anche grazie a un'efficace politica di alleanze internazionali, già ampiamente avviata negli ultimi mesi.

Lo sviluppo della Borsa è collegato a quello del sistema finanziario italiano, al cui successo d'altra parte la Borsa stessa intende continuare a contribuire con costante impegno per la crescita dei prodotti quotati, della liquidità e dell'efficienza del mercato.

È con grande soddisfazione infine che rilevo gli importanti risultati raggiunti da Borsa Italiana Spa sul piano organizzativo e su quello reddituale.

 

Milano, 30 dicembre 1998

COMMENTO

  • Il mercato azionario italiano ha avviato il 1998 proseguendo la fase di forte crescita in atto negli ultimi mesi dell'anno precedente. La crescita dei corsi è stata particolarmente pronunciata nel mese di marzo (+23%), per raggiungere il picco massimo nei primi giorni di aprile (il 7 aprile l'indice era attestato a 25.647,con una crescita del 56,9% rispetto al 1997). È seguita una fase di contrazione, che ha portato a un calo nella fase successiva del mese e a una relativa stasi fino a luglio, quando si è innestato un nuovo ciclo ascendente che ha portato i corsi azionari vicini ai livelli record di aprile. Il diffondersi delle preoccupazioni per la crisi asiatica e per la situazione finanziaria russa ha però innescato una fase recessiva, che nei mesi estivi ha spinto verso il basso il mercato. All'inizio di ottobre, quando l'indice era ormai prossimo ai valori di fine 1997, si è quindi registrata una decisa ripresa che, con qualche fase alterna, è proseguita fino al termine dell'anno.
  • A fine dicembre l'indice Mib Storico si è attestato a quota 23.035 (+41,0% rispetto a fine 1997). A livello di macro-settori l'andamento è stato differenziato, con una forte crescita di Finanziari (+55,2%) e Servizi (+45,5) e un andamento più contenuto di Industriali (+18,88). I settori più dinamici sono stati Elettronici (+11,8%), Media (+69,1%), Trasporti-Turismo (+62,0%) e Banche (+61,9%), mentre non hanno brillato Impianti-Macchine (-7,1%), Tessili (+4,6%) e Cartari (+5,7%).
  • Gli indici continui hanno manifestato un andamento sostanzialmente omogeneo, con Mibtel (+41,0%) e Mib30 (+40,9%) allineati con il Mib Storico e il Midex (+42,6%) leggermente migliore.
  • La capitalizzazione delle società quotate, spinta dalla ripresa dei corsi e dall'argamento dei capitali quotati, è salita a fine anno al nuovo massimo storico di 929.000 miliardi di lire, pari al 46% del Prodotto Interno Lordo (30,8% a fine 1997, 11,5% a fine 1992). A livello settoriale, la più forte crescita relativa del settore Finanziari in atto negli ultimi mesi ha portato a una apprezzabile divaricazione tra Finanziari (oltre il 45%), Servizi (intorno al 320%) e Industriali (25% circa).
  • Il 1998 è stato interessato da elevato numero di ammissioni a quotazione, 25, inferiore solamente all'anno boom 1986. A fronte delle 15 revoche, ciò ha determinato un crescita del numero di società quotate, salito a 223, invertendo un trend in atto da quattro anni. In 18 casi l'ammissione a quotazione ha portato in Borsa società "nuove" (in 16 casi - Sabaf, Lazio, Gefran, St Microelectronics, Beghelli, Gruppo Buffetti, Castegarden, Emak, Sol, Aem, Bayerische Vita, Targetti Sankey, I Grandi Viaggi, Class Editori, Cremonini e Richard Ginori 1735 - dopo un collocamento dei titoli con offerta pubblica, in 2 casi - Banca Pop Etruria e Lazio e Banca Pop Verona - con flottante già esistente). In 4 casi (Bnaca Pop Commercio e Industria, Banca Pop Intra, Banca Pop Lodi e Banca Pop Novara), si è invece trattato di un passaggio al mercato principale di società negoziate sul Mercato ristretto. In 3 casi, infine, l'ammissione è seguita a un'operazione di fusione o scissione (Petra da Aedes, Ottobi-Seat Pagine Gialle con Seat e Unim da Ina).
  • L'osservazione dei flussi che hanno interessato il listino evidenzia la profonda ricomposizione qualitativa in atto: dal 1995 sono entrate in Borsa 67 nuove società (il 30% del totale attuale), a fronte di un numero pari di revoche. Le quotate sono però nella maggior parte dei casi società industriali indipendenti, cui si è aggiunto un ristretto ma qualificato numero di società approdate al listino in occasione della privatizzazione. Le revoche sono invece state causate, nella maggior parte dei casi, da fusioni in atre società (che mantengono pertanto in Borsa il valore economico delle imprese) o sono seguite a Opa residuali che hanno tolto dal listino titoli caratterizzati da flottante e liquidità esigui. Nello specifico, le 15 revoche del 1998 sono state originate da 5 incorporazioni in quotate (Editoriale La Repubblica in Editoriale L'espresso, Imi in San Paolo - Imi, La Previdente in Milano Assicurazioni, Sasib in Cir e Seat in Ottobi-Seat Pagine Gialle), da 8 Opa (Avir Fin., Cantoni Itc, Costa Crociere, Rejna, Santavaleria, Serfi, Standa e Teleco Cavi), da una richiesta di emittente estero (Commerzbank) e da una procedura di liquidazione dell'emittente (Sci).
  • Nel Mercato Ristretto è invece proseguita l'erosione del listino, sceso a 20società (1 ammissione e 7 revoche, in 4 casi dovute al trasferimento degli emittenti verso il mercato principale). Nonostante la crescita dei corsi, la capitalizzazione si è ridotta a 7.500 miliardi di lire.
  • L'intero anno è stato caratterizzato da una forte crescita del controvalore degli scambi azionari, saliti nel complesso a 816.000 miliardi di lire (+141% rispetto al 1997). La media giornaliera è stata pari a 3.225 miliardi (1.345 nel 1997, 621 nel 1996). Nei dodici mesi dell'anno non è mai scesa sotto i 2.5000 miliardi, toccando valori intorno ai 5.000 miliardi in marzo e aprile. Il record giornaliero rimane quello della seduta del 3 aprile (7.898 miliardi di lire). Anche isolando l'effetto dovuto ai livelli più elevati dei corsi azionari, la crescita della liquidità appare estremamente significativa: i primi 4 mesi hanno registrato incrementi prossimi al 100%, mentre la fase successiva ha fatto registrare costantemente un livello di attività superiore di un quarto rispetto all'anno precedente.
  • Il rapporto di turnover, indicatore del grado di liquidità (calcolato come controvalore su capitalizzazione media), è attestato al 106,7%, nettamente superiore al dato dello scorso anno (68,5%) e al massimo storico del 1994 (72,0%). La concentrazione degli scambi sui titoli Mib30 si è ridotta al 76,2% (78,5% nel 1997), mentre la quota del paniere Midex è salita al 6,9% (5,8% lo scorso anno).
  • Nell'anno sono state effettuate 39 operazioni di aumento di capitale, prevalentemente concentrate nei primi sette mesi, che hanno consentito una raccolta di oltre 16.000 miliardi di lire, un ammontare di poco inferiore ai livelli record dell'intero 1993 (16.1929, denotando una netta ripresa dell'attività di finanziamento con capitale di rischio da parte delle società quotate.
  • Parallelamente alla crescita delle ammissioni, sono cresciuti i collocamenti con offerta pubblica finalizzati all'ammissione a quotazione. A essi si sono sommate le offerte collegate alle privatizzazioni Eni4 e Bnl, più altre operazioni di minore entità(Saipem, Alitalia, Snia Bpd, Trenno). Nel complesso esse hanno portato a collocamenti per quasi 23.000 miliardi di lire (di cui quasi 15.500 nella parte diretta al pubblico e poco più di 7.500 in quella di private placement). Le 53 operazioni di collocamento di titoli obbligazionari, concentrate invece nei mesi finali, hanno permesso la raccolta di oltre 19.000 miliardi di lire.
  • Sull'Idem, il futures sull'indice Mib30 ha registrato volumi di crescita in sintonia con l'andamento sottostante. Il tasso di crescita è stato in ogni caso più contenuto di quello dei volumi azionari, con un sostanziale raddoppio del controvalore nozionale complessivo, che è stato pari a 1.890 mila miliardi (che corrisponde al 231% dell'azionario, a fronte del 274% del 1997). La media giornaliera è stata di oltre 23.000 contratti, per un controvalore nozionale di 7.500 miliardi di lire.
  • Gli scambi di opzione sull'indice Mib30 sono cresciuti a un tasso superiore, salendo a un controvalore nozionale di 516.000 miliardi di lire, con una media giornaliera di 6.407 contratti standard e 2.050 miliardi di lire. Come per i futures, il rapporto con il sottostante è sceso nell'anno al 63% dal 72% del 1997.
  • Gli scambi di opzioni su azioni sono anch'essi cresciuti con un controvalore nozionale complessivo di oltre 40.000 miliardi di lire (9%circa del sottostante). La media giornaliera del controvalore nozionale è salita nel periodo a 161 miliardi di lire dai 100 del 1997 (il confronto del numero di contratti non è significativo a causa della modifica della size, accresciuta nella fase finale del 1997).
  • La buona performance del listino e la fortissima crescita dei volumi negoziati hanno influito significativamente sul posizionamento della Borsa Italiana nello scenario europeo. La Borsa Italiana è infatti risultata la quinta in Europa (e la terza nell'area dell'euro) per controvalori scambiati nel cash azionario, dopo Londra, Deutsche Börse, Borsa Svizzera e Parigi.
  • Risultati ancor più apprezzabili sono stati raggiunti dall'Idem, che - grazie agli elevati volumi dei contratti derivati sul Mib30 - nel 1998 è risultato il secondo mercato europeo per gli scambi di strumenti derivati a sottostante azionario, dopo la Dtb (ora Eurex) tedesca, ma davanti ai mercati olandese, francese, londinese, svizzero, spagnolo e svedese.


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