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Attività internazionale



Contesto internazionale
1998-2008:
il contesto economico

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Borsa Italiana e
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I mercati di Borsa Italiana e
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Le attività di promozione
dei mercati

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Attività internazionale



Sin dall'istituzione Borsa Italiana intraprende una politica di internazionalizzazione, sia dal punto di vista dell'integrazione operativa dei mercati che da quello degli accordi strategici con le diverse borse internazionali.

La globalizzazione dell'industria finanziaria facilitata dall’introduzione della moneta unica, dallo sviluppo tecnologico e dalla nuova disciplina comunitaria tesa alla liberalizzazione dei servizi di intermediazione, spingono i mercati regolamentati di borsa all’apertura verso investitori ed operatori esteri, ampliando il naturale bacino di riferimento nazionale.

Borsa Italiana affronta attivamente questa nuova fase di apertura. I primi accordi per partecipare a strutture sovra-nazionali risalgono infatti al 1998 quando il Mercato italiano dei futures (Mif) entra a far parte di Euro-Globex, network dei mercati dei derivati francesi e spagnoli, e un anno dopo – alla sua nascita - il Nuovo Mercato viene inserito nel circuito Euro-NM con i nuovi mercati di Amsterdam, Bruxelles, Francoforte e Parigi.

foto 6 1La fine degli anni Novanta si caratterizza dunque per una forte spinta all'integrazione continentale: la creazione di una borsa paneuropea, come conseguenza dell'adozione della moneta unica, sembra essere una prospettiva concreta.

Tra il 1998 e il 2000 si susseguono gli incontri tra le otto borse che costituiscono l'Alleanza paneuropea (Amsterdam, Bruxelles, Francoforte, Londra, Madrid, Milano, Parigi e Zurigo) con l’intento di sviluppare specifiche standard di collegamento ai mercati e arrivare ad una piena condivisione nelle modalità di negoziazione.

 

 


4 maggio 1999: i vertici delle otto principali borse europee firmano a Madrid l’accordo per la realizzazione  di un mercato azionario paneuropeo (Archivio Borsa Italiana)

Il progetto non va in porto ma Borsa Italiana, nel maggio del 2000, è già in trattativa per la partecipazione alla nuova borsa iX e sottoscrive a Londra una lettera di intenti con Deutsche Boerse e London Stock Exchange finalizzata a concretizzare modalità, termini e tempistiche per la partecipazione al mercato che dovrebbe nascere dalla fusione delle Borse di Francoforte e Londra.

Nonostante sul finire del 2000 il progetto non si concretizzi, Borsa Italiana ritiene comunque valide le esigenze che guidano verso l'ìnternazionalizzazione delle borse.

Nel 2003 lo standing internazionale raggiunto dal gruppo Borsa Italiana acquista maggiore peso con la nomina del suo amministratore delegato, Massimo Capuano, alla Presidenza della Federazione Europea delle Borse (Fese) per il biennio 2004-2005.

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[3 novembre 2003, pag. V]

 

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[4 novembre 2003, pag. 37]


Nel frattempo gli operatori esteri attivi sul mercato italiano crescono fino a superare nel 2003 il 25% del totale.

Sulla scia del processo di internazionalizzazione, Borsa Italiana negli anni a seguire promuove la collaborazione bilaterale con alcune borse emergenti nel medio e nell'estremo oriente: nel giungo 2005 vengono siglati i Memorandum of understanding con le borse di Shangai, Shenzen e Tokyo e nell'anno seguente con la borsa egiziana del Cairo e di Alessandria (Case).

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Stretta di mano tra l’amministratore delegato di Borsa Italiana Massimo Capuano (sx) e quello della Borsa di Shenzhen, giugno 2005 (Archivio Borsa Italiana)

Gli accordi (Memorandum of understanding - MOU) prevedono la collaborazione reciproca per agevolare lo sviluppo dei rispettivi mercati anche attraverso lo scambio di informazioni finalizzate ad accrescere l’efficienza e l’integrità.

Un ulteriore studio viene portato avanti nel 2006 da Borsa Italiana per la creazione di un mercato paneuropeo ma l’iniziativa non si concretizza anche per la sopravvenuta integrazione tra Euronext e Nyse.

Lo stesso anno, al termine del biennio di presidenza della FESE, Massimo Capuano, viene nominato per il biennio 2007-2008 presidente della World Federation of Exchanges (WFE), la federazione che riunisce dal 1961 le principali borse nel mondo.

Nel giugno del 2007 Borsa Italiana firma un accordo con il London Stock Exchange (LSE) per l’integrazione dei rispettivi mercati e dà vita al principale gruppo borsistico europeo creando le basi per una futura forte crescita su scala europea e internazionale.

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Stretta di mano tra Angelo Tantazzi, Clara Furse, Massimo Capuano e Chris Gibson-Smith che sancisce l’integrazione tra Borsa Italiana e il London Stock Exchange al termine della conferenza stampa di presentazine dell’accordo -  Milano, 25 giugno 2007 (Archivio Borsa Italiana).

Il 1° ottobre del 2007 il nuovo Gruppo formatosi dall'integrazione di Borsa Italiana e London Stock Exchange diventa operativo. La fusione tra le due società mercato vede l'emissione di oltre 79 milioni di nuove azioni portando il capitale a circa 280 milioni di azioni per un valore di mercato di 4,6 miliardi di sterline (6,6 miliardi di euro) sulla base del prezzo di apertura (1.646 pence).

Dall’accordo nasce il più importante mercato europeo, leader in Europa per listing e trading di azioni e per il trading su sistemi elettronici di ETF, securitised derivatives e titoli a reddito fisso.

Il nuovo gruppo unisce due modelli di business altamente efficienti e complementari, coniugando i punti di forza di Borsa Italiana nel mercato azionario italiano, nei derivati, nei securitised derivatives, nei titoli a reddito fisso e nei servizi di post-trading con quelli del London Stock Exchange negli strumenti azionari del Regno Unito e internazionali.

La struttura del nuovo gruppo permette alle Borse di conservare le attuali distinte realtà di mercato e di valorizzare pienamente le relazioni finora sviluppate con i clienti, offrendo loro la possibilità di beneficiare dei vantaggi derivanti dall’integrazione delle piattaforme tecnologiche, dalla accresciuta dimensione e diversificazione della società e dalle più estese competenze a disposizione del nuovo gruppo.

Nonostante gli alti livelli di efficienza già raggiunti dalle due società, le sinergie di costo e gli altri risparmi legati all’operazione sono stimati in 29 milioni di euro all’anno (£20 milioni) e andranno a regime dall’esercizio che si chiuderà nel marzo 2010. Inoltre, data la natura altamente complementare dei due modelli di business e le prospettive di crescita dei rispettivi mercati alla base dell’operazione, a regime (dall’esercizio che si chiuderà nel marzo 2011) si attendono circa 29 milioni di euro (£20 milioni) di maggiori ricavi.

foto 6 8L’accordo con LSE mette inoltre Borsa Italiana nella posizione ideale per rispondere alle sfide lanciate dal recepimento nel settembre 2007 della MiFID, svolta epocale per i mercati finanziari europei ed italiano in particolare (v. Regolamentazione).

La Market in Financial Instruments Directive pone infatti fine alla concentrazione degli scambi azionari e ammette l’esistenza di nuovi gestori di mercati come avviene tradizionalmente nel contesto anglosassone.

 

 

Biglietto augurale Borsa Italiana – LSE – Natale 2007 (Archivio Borsa Italiana)

L’accordo con il London Stock Exchange rappresenta un nuovo importante passo con il quale Borsa Italiana potrà cogliere le sfide future e continuare a contribuire allo sviluppo del sistema economico e finanziario italiano.


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