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News ed Eventi

Quando investire è un’arte

A cura di The Van  05 Apr 2016 - 14:17

L’arte, anche quella contemporanea, non è più una passione per pochi. Un quadro o una scultura rappresentano anche un buon investimento.



Un altro luogo comune sembra che si stia lentamente sfatando: l’arte, anche quella contemporanea, non è più una passione per pochi. Il nostro Paese, infatti, sta vivendo una fase di grande fermento artistico. I nuovi musei crescono in maniera esponenziale con cifre che parlano di 700 nuove aperture ogni anno (dati Artprice, portale di informazione sul mercato dell’arte) e anche i nostri artisti sembra se la stiano cavando bene: il loro peso economico in questo settore si attesta intorno al 2,6%, cifra che consente di guadagnarsi il 5° posto al mondo fra gli autori più richiesti.
Qualche esempio? Il primo italiano nella classifica di Artprice si attesta all’undicesimo posto ed è il meranese Rudolf Stingel, che da luglio 2014 a giugno 2015 con la vendita di 30 opere ha generato un fatturato di oltre 22,2 milioni di dollari. Discreta anche la posizione di Maurizio Cattelan (55° posto) con quotazioni che stanno tornando a salire.

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Il collezionismo italiano è un settore in crescita

Il rapporto tra Italia e arte è quindi sempre più stretto. Un’indagine dell’Associazione italiana private banking (Aipb) sostiene che il 47% delle famiglie intervistate possiede opere d’arte, un numero in lento ma costante aumento. Anche l’ultimo report di Tefaf, fiera annuale dell’arte che si tiene annualmente e Maastricht, nei Paesi Bassi, conferma il trend positivo del settore per il nostro Paese, mettendo in evidenza un +10% nel valore d’investimento fra aste e gallerie a fronte di un mercato globale in crescita del 7%. Sembra proprio che l’Italia abbia riscoperto il gusto per l’arte e sia partita all’inseguimento dei protagonisti del settore.

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Un investimento di valore

Anche perché le opere artistiche rappresentano anche un buon investimento: dal 1985 al 2011 l’indice AMR Art 100, parametro di riferimento del mercato, ha ottenuto un rendimento medio annuo del 10% (fonte Credit Suisse). Occhio però alla volatilità, ovvero la possibile variazione dei prezzi: più è elevata, più è possibile che i movimenti siano ampi, sia in aumento sia in diminuzione. Per l’arte contemporanea può arrivare addirittura al 50%, mentre si ferma al 7% nella scultura, che quindi sembra essere un investimento un po’ più sicuro. In ogni caso, si possono comunque realizzare buoni affari: Swamped, un dipinto dell’artista scozzese contemporaneo Peter Doig, è stato acquistato nel 2002 per 455mila dollari e rivenduto nel 2015 per 25,9 milioni. Niente male, quindi.

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Rivolgersi agli esperti

Ma come fare a non sbagliare investimento? Come sempre, la cosa migliore è rivolgersi ad esperti del settore – galleristi, mercanti o esperti indipendenti – come sottolinea la ricerca Aipb, che conferma anche come il collezionismo non abbia né genere né età: l’arte interessa a uomini e donne, giovani e meno giovani.
Altro dato interessante: anche se solo l’8% degli acquirenti dichiara di affidarsi a banche o a istituzioni bancarie per la scelta delle opere da acquistare, cresce sensibilmente il numero di servizi bancari di cui usufruiscono i collezionisti. Questi, infatti, svolgono un ruolo primario soprattutto per l’assicurazione delle opere, il rilascio di perizie autentiche, valutazioni e assistenza alla compravendita. Non a caso, infatti, molti istituti bancari in poco tempo si sono organizzati per offrire un maggior numero di servizi e prestazioni legati proprio al mondo dell’arte.

MILANO PHOTO WEEK

Incontro con Ferdinando Scianna - 9 giugno 2017

Palazzo Mezzanotte
h 18:30

Ferdinando Scianna racconta la sua mostra “Istanti di luoghi” ospitata a Forma Meravigli.


Istanti di luoghi è come un album di famiglia, una raccolta di fotografie in bianco e nero dedicate al paesaggio: dalla Sicilia alla Costa D’Avorio, dalla Val Padana al Sudamerica, dal cuore dell’Europa alla Russia.


Ingresso libero fino a esaurimento posti.